venerdì 8 giugno 2012

Tour delle Dolomiti 2012 - Seconda Tappa


Ci siamo lasciati augurandoci la buona notte, abbandonando la splendida terrazza dell’Hotel Lagorai, dandoci appuntamento per la partenza alle ore 10.00. Salgo nella mia stanza e tra una chiacchiera e l’altra con il mio coinquilino appronto per la ricarica l’interfono del casco. Un ulteriore occhiata al programma del giorno seguente, un sostanzioso scambio di messaggi con chi purtroppo è rimasto a casa ed i tentativi vani di programmare il TomTom del mio iphone. La mia voglia di chiacchierare è tanta ma basta poco e mi accorgo che nel letto di fianco già si è partiti per il mondo dei sogni. Buona notte anche a te… vecchio Paolo da Cremona, a te ed alla tua “motosega” J. Crogiolarmi nel letto non è mai stato lo sport preferito. Sono le 07.00 e su Cavalese la luce saluta l’inizio di una nuova giornata. Scatto in piedi, e mi fiondo a controllare il cielo. Una nuvola nera sulla montagna che ci sovrasta non fa presupporre l’apparire imminente del sole, non ci resta che sperare in un cambiamento repentino nell'appropinquarsi della partenza. Dalla finestra il panorama è spettacolare, un vasto tappeto verde che copre tutta la vallata e sul quale Cavalese pare dolcemente adagiata con  l’ombra scura delle rocce e dei monti a far da barriera. Urge telefonino, qualche scatto e si torna sotto il piumone. L’alzimer che mi fa brutti scherzi con la memoria J mi vede ancora a ripassare il programma ed a operare un ulteriore tentativo di programmazione del navigatore. Doccia, riordino del bauletto della multi e si scende per colazione. Tutti già al pezzo, belli pimpanti ed impazienti per l’inizio della nuova avventura. Ci attendono circa 200 km abbastanza impegnativi. Ci attendono 5 passi con l’opzione del 6°, clima ed orario permettendo. P@nza piena, conti saldati, ultimo controllo alle bardature e si scende nell’antro che contiene le 9 “bambine”. Come vuole la buona creanza nel mondo sportivo, “formazione vincente, non si cambia” e si affronta il nuovo cammino seguendo il concessionario brianzolo. Puntiamo verso Predazzo, per poi proseguire per Paneveggio ed affrontare il passo Valles. Purtroppo appena dopo Predazzo viene segnalata una frana in zona Forte Buso. Sosta obbligata e breve conciliabolo, si torna sui nostri passi e si opta per l’attacco del passo di S. Pellegrino. Fondo stradale perfetto, carreggiata ampia, traffico in entrambi i sensi fondamentalmente nullo. Un cenno di Ok con la coda del gruppo e mi accodo ad Umberto che alza il ritmo di salita. SI DANZA. Percorso fantastico, le due Gemelle italiane si mangiano la strada con una facilità a tratti disarmante. Le pendenze di accentuano ma con un colpo di acceleratore la strada pare si spiani. I nostri compagni di viaggio tengono botta, li vedo tutti li, negli specchietti, a godere come dei ricci J. Sosta tecnica per raggruppare la brigata ed ammirare il panorama e poi via nella discesa verso Falcade dove riprendiamo la nostra tabella di marcia. Sfila Canale d’Agordo, e seguiamo la statale in direzione Lago di Alleghe. Rocca Pietore e poi Malga Ciapela e davanti a noi si presenta il Passo Fedaia con la Marmolada che ci scruta e ci spia. Gaaassss!!!!! ed una bella pulita agli iniettori senza dimenticare il traffico che si fa sempre più pressante, anche se non fastidioso. Sul Fedaia sosta per il giusto riposo delle terga e lo scambio delle sensazioni a caldo dei primi due impegni di giornata. Il cielo nel frattempo si fa sempre più limpido, temperatura ideale che non fa patire più di tanto l’armamentario motociclistico ed il casco. Il Dio dei Ducatisti… hemmmm… dei motociclisti J c’è e sta viaggiando con noi. Ripartenza e discesa verso Canazei dove “abbeveriamo” i cavalli d’acciaio prima di buttarci alla sfida del Passo Pordoi. La salita si fa più impegnativa, tornanti e contro tornanti stretti in pendenze importanti che costringono noi motociclari convinti (di saper andare) a rivedere le convinzioni ed a prestare un pò di attenzione alla più perfetta applicazione della pratica della “traiettoria”. Nessuno nasce imparato, ed avere un apripista esperto può aprirti la mente ed ampliare il tuo bagaglio tecnico. Non solo auto ma contiamo ed incrociamo pure alcuni bus e l’attenzione immancabilmente deve salire. Gruppo compatto in cima al Passo, piede a terra e ci si dirige giustamente verso un punto ristoro. Anche le viscere del Motociclaro devono avere la loro parte (di panino allo speck con il rafano). Ancora facce sorridenti e soddisfatte con il frugale pasto che assume un sapore migliore. Foto a chiunque ed ovunque ma il cuore e soprattutto il corpo è già pronto per risalire in sella e proseguire l’avventura. Per me ed Umberto, praticamente già a cavallo delle nostre Multi, vi è un intermezzo divertente. Udiamo un rumore di scarico abbastanza familiare che si piazza proprio vicino a noi…. La terza gemella di Borgo Panigale dalla quale scende un marcantonio (inglese) di circa 190 cm con tuta di pelle nera old style che dando l’ultima sgasata alla coppia di Termignoni si toglie il casco, ci guarda orgoglioso, e con un ampio sorriso ci fa cenno con il pollice che siamo (giustamente) dei numeri UNO.  Pieni d’orgoglio di Marca J ci buttiamo nella discesa verso Arabba per poi puntare su Livinallongo di Lana. Da Cernadoi c’è il Falzarego e poi la successiva discesa verso Cortina d’Ampezzo. Siamo in perfetta tabella di marcia. Attraversiamo la nota località Vip Bellunese a passo d’uomo guardandoci intorno (e facendoci guardare J ) ma….. bando alle distrazioni, il passo delle 3 Croci è proprio li in alto. Discesa veloce e sosta sulle rive del lago di Misurina il tempo necessario per accordarsi all’aggiunta in stato d’opera delle 3 Cime di Lavaredo. Nessuno di noi però era al corrente che la breve salita fosse attaccabile dopo aver pagato pedaggio J… dato che ci siamo…. Paghiamo e rombando ci inerpichiamo, memori delle più epiche tappe del giro d’Italia ciclistico.  Opssss con nostra somma sorpresa scopriamo però che malauguratamente il tratto raggiungibile motorizzati era immerso in una immensa nuvola “bassa”. Freddo becco, visto un tubo, fatto fotografie (alla nebbia) e rientrati frettolosamente sul nostro percorso in direzione Dobbiaco…. 11 Euri spesi bene … J J J. La motociclata ormai è agli sgoccioli, il serpentone si dirige compatto verso la meta di giornata, mentre nuvole nere sembrano non promettere niente di buono. Dobbiaco e poi San Candido, la meta è proprio in centro paese, l'Hotel Orso Grigio. Solite operazioni di rimessaggio dei mezzi con conseguente sfilata in centro paese con le nostre “divise da combattimento”. La Spa dell’albergo ci attende, ma ci attende soprattutto la cena offerta dai responsabili di Alfa Intes (azienda farmaceutica del campo oculistico promotrice della spedizione) al Ristorante Weisthaler. Sono le 5 del pomeriggio e c’è tutto il tempo per smaltire la fatica delle 7 ore passate in sella. Ci stà la Spa, la doccia, ed anche una passeggiata nel centro di S.Candido brulicante di turisti. Ci si ritrova magicamente al di fuori dell’albergo e ci si tuffa nella Casa dello Speck che ha l'invitante vetrina proprio li di fronte. Una sorta di Cartier per salumi e prodotti tipici che ci rapisce in un vortice di assaggi ed acquisti. “Qualcuno”, via Watsup da casa, mi segnala una enoteca interessante che mi affretto a consigliare alla compagnia per un veloce aperitivo. Il tempo passa, le chiacchiere abbondano ma l’orologio biologico del “crucco” prevede la cena “con le galline” e sarà meglio che non lo si faccia impermalosire.  Ore 19.30 siamo tutti con le gambe sotto al tavolo. Allibiti, e “locati” in posizione strategica notiamo che le frotte di commensali ansiosi di riempirsi la P@nza, vengono bellamente rimbalzati con il più classico dei …. Alle 21.00 la cucina chiude mi spiace, no prenotazione no tavolo danke… (alla faccia della crisi). La combriccola ormai è affiatata, in perfetto spirito motociclistico… o meglio goliardico. Sembra che ci conosciamo da tempo ed il grado di affiatamento è ad ottimi livelli. Mentre le prelibatezze locali ci sfilano sotto gli occhi (e vengono regolarmente spazzolate all’istante) parte l’immancabile show del Paolino. Solita vittima, la cameriera di turno, che però pare assorbire alla grande l’urto J. La sequela di barzellette “mimate” e no, in italiano ed in “lingua” (prevalentemente francese… ottima quella della Cammellà della legione straniera… J ) con la “sciura” Miriam (porella) a subire (con classe) da unica donna. Medaglia d’oro alla sopportazione. Come la sera precedente in quel di Cavalese, siamo gli ultimi ad abbandonare il locale (cacchio che tiratardi…. Alziamo le terga che son già le 21.45) e ci buttiamo nella più classica delle “vasche” in centro paese. Controlliamo bene gli orologi ed i telefonini, non un anima viva in circolazione, tutte le vetrine chiuse bar o ristoranti in attività. “ZERO”. "Circumnavighiamo" San Candido, borgo ricco di angoli più che interessanti e caratteristici continuando l’opera di fraternizzazione reciproca. Troppo presto per andare a letto, troppo casinisti per restare a fare “baracca” al di fuori dell’albergo, decidiamo di dare l’assalto all’unica birreria aperta incrociata durante il percorso per dar fondo al bicchiere della staffa J. Miriam non ci sopporta più J (se fa pè schezzà ehhhhh… ) e si dirige nei suoi appartamenti ed i maschioni finiscono “abbirrazzati” al “Pic Nic”. La serata arriva al suo termine, l’orologio della chiesa segna la mezzanotte ed il branco di motociclari sciama composto nei propri giacigli. A Domani Bikers, partenza sul presto, altri km ci aspettano, altra strada da macinare, il rientro (alla realtà) …. Da digerire.































































giovedì 7 giugno 2012

Tour delle Dolomiti 2012 - Prima Tappa -


Ophtalmologysts Motorrad Team - Alfaintes (at Ducati Monza)

Tanto è stato il tempo passato a programmare, organizzare, disegnare, mappare, tanta è stata la paura che il meteo di questo anno 2012 bisesto mandasse tutto alla malora, ma così non è stato!!!! Non è bastato l’inghippo che ha colpito la mia “compagna” di viaggio costringendomi ad affrontare l’avventura con un nuovo mezzo…. La fatidica data del Primo Giugno è arrivata. 3 ore in ufficio dalle 7 alle 10 per “mettere a posto la coscienza” e poi via verso casa, ci sono le borse da verificare e le zip da tirare, l’appuntamento con Paolo (cremonese doc e amico di vecchia data) e Oscar (Catanese, Top Manager dell’Azienda Farmaceutica promotrice del Tour) è per le 11.00. Quest’ultimo è infatti alla concessionaria BMW di Cremona dove ritira la fiammante GS 800 fresca fresca di targa. Il sole, latitante per settimane, picchia alto nei cieli della bassa padana rendendo le bardature motociclistiche abbastanza pesanti da sopportare. Scoccano i rintocchi che annunciano il mezzogiorno dalla vicina chiesa di Cristo Rè ed il commerciale BMW Motorrad consegna ufficialmente le chiavi. Tutto pronto, ed i tre intrepidi abbandonano rombando la città delle 3 T varcando il ponte in ferro sul Po. Prossima tappa Monza, alla nuova concessionaria Ducati dove Umberto e Miriam stanno già facendo gli onori di casa ad alcuni dei nostri compagni di viaggio. La mia Roscia ad aprire le danze nell’avvicinamento veloce alla Brianza e l’emozione con l’avanzare dei km si fa sempre più forte. Nella testa frullano mille pensieri, dai più stupidi ai più seri, con Paolo in effetti ci siamo presi un impegno non da poco, da perfetti dilettanti del “Moto Touring” ci siamo assunti la responsabilità di navigare e rendere il più piacevole e agevole possibile un viaggio ad una decina di professionisti nel campo oculistico in uno degli scenari più belli della nostra nazione. Siam pazzi, lo so, ma le sfide non ci hanno mai fatto arretrare anzi ci hanno fornito stimoli nuovi. Al nostro arrivo ci attende un ricco buffet allo Store del Concessionario dei Bolidi di Borgo Panigale ma purtroppo non posso (come mio solito) buttarmici a capofitto, mi attende il trasbordo e gli ultimi ritocchi alla nuova Multistrada 1200 che la concessionaria mi ha messo a disposizione per poter affrontare il weekend in tutta sicurezza. Un po’ mi dispiace abbandonare la mia Roscia in concessionaria, l’avevamo aspettata tanto questa avventura, ed un po’ mi pare di tradirla abbandonandola mesta in un seppur comodo ed ampio garage. Tutto pronto, anche io posso fiondarmi sulle libagioni. Si scopre con non poco “fastidio”della defezione di 3 partecipanti ma la cosa non ci scompone più di tanto, foto di rito del Gruppo e viene dato il fatidico “GENTLEMAN …. START YOUR ENGINES”. La mia fiammante Multi e quella di Umberto seguite dalle 5 “crucche” bavaresi (BMW di varia foggia… GS 1200 – GS 800 – GS 650) fendono il traffico della periferia monzese in direzione Casello di Agrate Brianza… ROTTA PROGRAMMATA IN DIREZIONE BRENNERO. Ci vuole poco ad affinare il mio feeling con la impertinente ed al tempo stesso elegante campione di vendite Italiana, Docile – Agile – Compatta –e dalla grande Potenza sprigionata dal suo bicilindrico. La colonna snocciola km verso la seconda e la terza tappa prevista nei dintorni di Desenzano e successivamente Affi dove ci attendono ulteriori 3 compagni di avventura. L’autostrada è snervante, e la testa un po’ di tutti è comunque già all’uscita di Rovereto Nord dove si comincerà a fare sul serio. L’occhio è sempre puntato al cielo, il sole man mano che ci avviciniamo e ci inoltriamo nel Trentino si nasconde dietro a nuvoloni che ci creano un po’ di preoccupazioni. ORMAI SIAMO IN BALLO….Ed il MOTOCICLARO… BALLA!!!!!!! Finalmente il gruppo si compatta all’uscita del casello di Rovereto Nord, un piccolo conciliabolo ed i compiti vengono assegnati. Umberto e Miriam a guidare la ciurma con il loro navigatore perfettamente tarato sul programma distribuito, il “vecchio P@nzone” (io per chi non l’avesse ancora capito) a controllare il ventre del gruppo e Paolo a chiudere la comitiva. La rotta punta verso Folgaria, e successivamente verso Carbonare fino ad arrivare a Calceranica dove costeggiamo parte del Lago. Sfioriamo Levico ci “beviamo” Novaledo ed in un attimo attraversiamo Marter. Ci attende Borgo Valsugana, ma il nostro obbiettivo è a nord… l’unico passo previsto in giornata… IL MANGHEN. Il gruppo risponde bene, tanti sono gli attraversamenti di centri abitati, ma l’accuratezza e la massima disponibilità di tutti, fa si che non vi siano intoppi o sgretolamenti della comitiva. Strigno e poi Castelnuovo con le montagne e le rocce che ci abbracciano e ci guidano nel nostro avvicinamento alla vetta. L’attacco al Manghen è cominciato. Umberto e Miriam alzano il ritmo di salita danzando tra le curve ed i tornanti seguiti dalla parte della compagnia più incline alla salita sportiva. Ho Paolo in coda, con i compagni più inclini all’andatura in max sicurezza ed io posso installarmi a chiusura del gruppo degli “sportivi”. Anche io sono un neofita del mondo motociclistico e per di più devo affinare la conoscenza con la mia compagna di viaggio. Mi bastano poche curve per capire che questa “bambina” è irriverente e scattante ma assolutamente rispettosa di chi la sovrasta. Ti da sicurezza, ti invita ad osare, ti perdona l’errore eeeee…. Sorprendetemente (per me di sicuro) ti invita alla “piega”. Un po’ di soggezione nel tornante stretto, alla ricerca della traiettoria o del punto di corda migliore, ma quando apri parte come una schioppettata, e si mangia l’asfalto. Si sale, si sale, si sale contenti finalmente è iniziata la vera “fatica”. La vegetazione intorno a noi si fa sempre più rada, spariscono piante e boschi ed appaion le rocce. Sopra di noi ancora le nuvole scure rendono più ovattata la location da favola, i contrasti di luce tra cielo, rocce, e le nostre visiere crea una tavolozza difficilmente ripetibile. Siamo al culmine del passo, Umberto, il capocordata accosta in uno spiazzo sassoso in attesa del compattamento del gruppo. Giù il cavalletto, via il casco ed in tutti e 10 e partecipanti appare un radioso sorriso. L’aria la in alto si fa abbastanza freschina, e tutti con tanta adrenalina in circolo cominciano a snocciolare le proprie emozioni. Lassù siam disturbatori della natura, ma tutti e dieci respiriamo quell’aria gelida e pura che unita al panorama ineguagliabile, ci mette in pace con il mondo. Foto come se piovesse, di gruppo, singole, alle nostre piccole e grandi compagne di avventura. Foto di umanità, tecnologia, natura. L’ora si fa tarda, e il tarlo dello scroscio non tanto improvviso fa si che ci porti a decidere di risalire in sella per affrontare la discesa verso Cavalese. Meta finale di questa prima emozionante tappa del “Tour Dolomiti 2012 – Ophtalmologysts Motorrad Team –Alfa Intes”. L’arrivo di tappa è presso il bellissimo Hotel Lagorai dove ricoverate nel box le Moto, ci attende la prima cena di gruppo. Tempo di registrarsi, prendere possesso delle nostre camere, di fare una capatina alla piscina della struttura ed alle 20.15 tutti con i piedi sotto al tavolo indossando la maglietta personalizzata ed ufficiale del gruppo. Il sorriso stampato in volto e l’assenza di rughe (d’espressione o meno) fa fatica a sparire e questo è già un buon segno. Non sentiamo fatica e la cena passa tra un piatto e l’altro ad esternarsi le sensazioni provate in questa prima breve tappa montana ma la testa è già a quel che si farà domani. 250 e forse passa km ci attendono tra Cavalese e San Candido. 5 passi ci attendono e se possibile anche il 6 con l’accesso alle 3 Cime di Lavaredo. Nessuno ha voglia di dormire, e ci trasferiamo in terrazza per il giro della più classica delle “sgnappe”.Tutto intorno silenzio, le luci della vallata e quelle scenografiche dell’albergo ci creano un’atmosfera ovattata perfetta per dare il là alla più classico show barzellettiero. Sono le 23.00 la palpebra comincia a calare un po’ a tutti. Appuntamento a domani mattina ore 10.00 motori accesi.















venerdì 1 giugno 2012

E finalmente arrivò il Giorno - Che Tour Dolomiti 2012 SIA!!!!

E finalmente arrivò il giorno del Tour delle Dolomiti che ho collaborato ad organizzare per un amico, Capo Area di una azienda farmaceutica. Con il supporto di Ducati Monza all'ora di pranzo di Venerdì 1 Giugno guideremo 10 baldi Specialisti Oculisti (ed appassionati delle 2 ruote) per i tornanti dei Monti più Belli dell'Arco Aplino.
Piccolo inghippo appena prima di iniziare mi costringe a lasciare ai box la mia amatissima "Roscia", ma i titolari di Ducati Monza mi hanno prontamente messo a disposizione una fiammante Multistrada 1200.
Si tirino le zip alle borse, il ritrovo ci attende.
Stay Tuned -
DesmoP@nz cercherà nei limiti del possibile di aggiornare questa pagina con le news dall'asfalto.

Venerdì – 01/06/2012
Ritrovo ore 12,30 presso la concessionaria Ducati Monza – V.le Sicilia, 102 – Monza dove verrà offerto un piccolo rinfresco di benvenuto prima della partenza.
Ore 14,00 - Partenza direzione Rovereto – uscita Rovereto Nord – attraversamento di Rovereto, Folgaria, Carbonare, Calceranica al lago, Marter, Roncegno, (direzione Borgo V.S) Strigno, Castelnuovo, P.sso Manghen e discesa a Cavalese
Cena e pernottamento presso lo splendido Hotel Lagorai Alpine Resort & SPA
www. hotel-lagorai.com

Sabato – 02/06/2012
Da Cavalese, Predazzo, Paneveggio, P.sso Valles, Falcade, Cencenighe, Alleghe, Caprile, Sottoguida, P.sso Fedaia, la Marmolada, Canazei, P.sso Pordoi, Arabba, Pieve di Livinallongo, P.sso Falzarego, Cortina, P.sso Tre Croci, Misurina, ( Tre Cime di Lavaredo se c'è tempo) Dobbiaco, San Candido
Cena e pernottamento presso il fantastico Hotel Orso Grigio
http://www.orsohotel.it/

Domenica – 03/06/2012
Da San Candido, Dobbiaco, Lago di Braies, Brunico, San Martino in Badia, La Villa, P.sso Gardena, P.sso Sella, Canazei, Vigo di Fassa, P.sso Costalunga, Lago di Carezza, poi giù fino a Ora ingresso in autostrada, e rientro.