domenica 9 giugno 2013

Ophtalmologists Motorrad Team AlfaIntes - 1 Tappa - Verdon 2013


E’ passato un anno. Un anno esatto dall’ultimo mio scritto. Ed oggi come allora, protagonista dell’avventura è l’allegra combriccola dell’ “Ophtalmologists Motorrad Team AlfaIntes”. Il mese di Giugno è il mese nel quale una decina di intrepidi ed affermati Oculisti lasciano camice, sale operatorie, corsie, studi, pazienti per indossare l’abbigliamento in pelle o cordura, dare una spolverata a manubri e pistoni e partire per la zingarata organizzata dalla AlfaIntes.

Mesi son trascorsi, ma ancora nella mente è rimasto a tutti il favoloso weekend 2012 passato a scorrazzare tra i tornanti delle Dolomiti. Weekend mitico, che ha di fatto sancito la nascita del gruppo.

Non poche perplessità e paure, man mano che la data di partenza si avvicinava, hanno pervaso, organizzatori e partecipanti. Il pazzo clima di quest’anno rischiava di mandare a monte una gran bella avventura. Estate, ma diciamocela tutta, Primavera che non ne aveva proprio voglia di palesarsi, con nuvole, acqua e soprattutto ancora la neve a quote molto basse a crearci non pochi grattacapi. Temporali e previsioni da tregenda ad incombere ancora sulla partenza.

La scelta della location, già dai saluti dolomitici, è caduta sullo sconfino in terra francese, verso le mitiche Gole del Verdon meta e sogno della maggior parte dei motociclari da lunga percorrenza. Strade e soprattutto paesaggi che chi c’è stato ricorda e racconta con grande enfasi e soddisfazione. Perché quindi non prendere quella direzione? Lo staff organizzativo (io ed il vulcanico Paolo) ci abbiamo lavorato per mesi, recuperando informazioni da chi c’era già stato, verificando e scaricando percorsi e racconti da internet e cercando di fissare alberghi e ristoranti per ottimizzare al meglio i tempi passati ad appiattirci le natiche sulle nostre belve ruggenti.

Tutto pronto quindi, con il 31 di Maggio data per il più classico “Gentleman…. Start your Engine”!!!!!!

Alcuni amici ci hanno lasciato, altri si sono aggiunti e lo zoccolo duro sempre ben affiatato. Ritrovo con Paolo, Sandro, Massimo è fissato al distributore Agip all’imbocco del ponte sul Po a Cremona, con prima tappa a Tortona per riunirci al resto della compagnia proveniente da Milano, Brescia, Crema, Lodi, Viadana, Parma. Ultima occhiata alle Apps di previsioni del tempo, italiane e Francesi rapido saluto e strette di mano e via a guidare il quartetto verso l’autostrada. Sulla destra (zona milanese) e negli specchietti (zona mantovana) ci saluta un ampio fronte temporalesco scuro ma dritto davanti a noi un ben augurante sole e cielo terso ci attende.

L’emozione sale, man mano che i km si snocciolano sotto le coperture nuove di pacca appena montate ed è già ora di mettere la freccia per entrare nella stazione di servizio tortonese dove la quasi totalità del resto del gruppo ci sta già attendendo. Sono li, riconoscibilissimi, fasciati nei loro luccicanti completi di pelle già pronti a sparare “pazzate” e con sorrisi a 7238 denti. Abbracci e pacche sulle spalle per i vecchi compagni e presentazioni per i nuovi arrivati. Un caffè al volo, un cambio veloce di acqua per il “merlo” :-) ed è già ora di ritornare in sella. Un'altra tappa ci attende per completare il gruppo, Genova, dove Oscar ed l’amico cardiologo hanno pernottato dopo essere giunti direttamente da Catania ed Emanuele, provenienza Pavia completeranno la formazione. Siamo in perfetta tabella di marcia, telefonata al Big Boss AlfaIntes per fissare il rendez vous ad Arenzano e ci avviamo verso i nostri cavalli d’acciaio.

Ta Ta Ta … Taaaaaaaannnnnnn!!!!!!! (non so se si è capito, ma il regista occulto del weekend ci ha voluto mettere mano ed ha ordinato al fonico l’ingresso della più classica delle sigle di suspance….) Giuseppe dopo aver posizionato la sua ormai mitica bandana, aver calzato il casco, alzato la cerniera del giacchetto ed infilato i guanti scopre che la sua “bimba” non ne ha la minima voglia di mettersi in moto. Panico e qualche bestemmia (mentale si capisce siamo degli ometti seri ed educati in fin dei conti :-) ). Via i caschi e una Equipe Medica d’urgenza accorre al capezzale della paziente. Cure intensive, utilizzo di “defibrillatore” (cavi appena acquistati nell’area di servizio) prontamente collegato ad un Ducato da “Magut” bergamasco ma nulla…. Solo un lieve cenno di ripresa, qualche scoppio un paio di sgasate ma poi nulla… il cuore non risponde ai ripetuti tentativi di utilizzo del “defibrillatore”. Telefonate alla clinica specializzata (Bmw) di Cremona per un consulto ma si decide di chiamare il nosocomio più vicino (Alessandria) per un intervento sul campo.

The show must go on, disse quel tale, ed il gruppo, dopo aver rincuorato il mitico Giuseppe che con Riccardo aspetteranno i soccorsi, (dalla BMW assicurano che in caso di intervento radicale o di  non messa in sicurezza del mezzo forniranno una moto sostitutiva per permettergli di proseguire l’avventura) riprende la strada con la promessa di un ricongiungimento in riva al mare in terra francese.

La testa rimane come ovvio alla stazione di servizio di Tortona ma l’avventura continua. Arenzano ed i 3 centauri ci attendono. La temperatura è abbastanza fresca, ed il cielo è sempre più terso, l’ideale per inforcare la moto, bruciare benzina e limare pneumatici.

Il serpentone di 11 moto macina il litorale ligure “ruttando” allegramente tra una galleria e l’altra dell’autostrada. Il confine ci attende, Menton e poi Nizza. Lungomare di Menton, luogo deputato per il primo “rifornimento” umano e attesa di Giuseppe e Riccardo.

Menton in parata con il mare placido e tranquillo che ci guarda da sinistra. E’ quasi l’una ed individuiamo un “baracchino” molto carino proprio in riva al mare. Parcheggio sparso nei pochi posti disponibili e poi tutti con le gambe sotto al tavolo. Era previsto il pasto al volo e frugale, ma l’attesa ci “costringe” ad accomodarci bellamente tra salsedine, baguette, insalatone e quant’altro. Conviviale che non viene per nuocere, e si prende l’occasione per cominciare il consolidamento del gruppo e dei nuovi arrivati.

Un orecchio alle news provenienti dall’Italia che sono più che confortanti. Beppe è stato portato ad Alessandria in BMW e prontamente messo in grado di ripartire, per fortuna era solo la batteria, non c’è stato bisogno della sostitutiva, e l’avventura continua.

La tabella di marcia subisce una variazione, ma siamo contenti perché anche se in ritardo continueremo il viaggio a ranghi completi e soprattutto compatti.

Il gruppo si ricompatta, in riva al mare, ma dal mare bisogna prontamente ripartire, ancora molti km ci attendono ed il serpentone riparte (13 belve ruggenti) in direzione Nizza, poi Cannes e poi per l’avvicinamento alla “Mecca del motociclista” (il Verdon).

Nascono le prime difficoltà dovute alla numerosa formazione, la percorrenza al di fuori dai tratti autostradali è complicata, rondò, stop, semafori ci metteranno irrimediabilmente alla prova. Prova che non si fa attendere e che ci vede irrimediabilmente divisi in due tronconi imbottigliati nel caotico traffico cittadino di Nizza. Perdo il contatto con parte del gruppo ma mi rincuoro dal fatto che nell’altro troncone c’è Sandro, con il navigatore satellitare speculare al mio che può fare da punto di riferimento. Riusciamo ad uscire dalla melma che ci ha visti impantanati tra le auto per più di mezzora seguendo un ambulanza che fende come il burro l’ingorgo ed usciamo da quella bolgia. Sosta nella superstrada che ci porterà all’autostrada per attendere i ritardatari che non arrivano. Non riusciamo a metterci in contatto con loro, buon segno… sono in moto e stanno viaggiando. Diamo per scontato che stanno seguendo Sandro e riprendiamo la marcia. Arriviamo al casello e magicamente (ma non del tutto) ci ricongiungiamo al resto della compagnia. Batticuore risolto, tentando di evitare il traffico avevano preso una strada più interna, ma il risultato è stato alquanto speculare. Poco male, e via verso il tramonto. Purtroppo la programmazione della macchina infernale (il mio navigatore) prevedeva il transito e la sosta pranzo sulla Croisette a Cannes ed avendo deciso la modifica ma soprattutto non avendola modificata anche nel navigatore mi manda un po’ in tilt. Macino km che invece di diminuire dal contatore mi aumentano (grazie al “pazzo”… sto coso vuole portarmi alla fiera del cinema prima che al Verdon :-) ) e decido di fermare la compagnia per riordinare le idee e correggere l’errore.

Siamo ampiamente in ritardo, dobbiamo prendere possesso dell’albergo ed una volta corretto l’errore ripartiamo questa volta a buon ritmo verso la meta. Il fondo dei pantaloni (la chiappa) reclama, gaaaaaaasssssssssssssss e si parte.

I km finalmente cominciano a segnare la giusta distanza alla meta, manca poco e la prima tappa sarà conclusa. Dovevamo fare un po’ di montagna, ma gli imprevisti di giornata ci consigliano di cercare di essere un po’ più spediti e la variante autostradale ci da una seria mano.

Villecroix, albergo “Le Colobier”, visto dal sito internet fornito dall’Agenzia di servizi alla quale ci siamo rivolti, un amore di posto, ristorante a disposizione, solo 8 camere, in pratica l’abbiamo prenotato e ci saremo solo noi.

Ta Ta Ta  …….. Taaaaaaaaaaaaaaaaaaannnnnnnnnn!!!!!!!!!!

Per la seconda volta…. Ebbene si, allo scoccare del km zero, con ormai tutti i partecipanti che sognano di buttarsi in branda, togliersi il cilicio di pelle o cordura, di dare aria agli alluci imbrigliati negli stivali ipertecnologici, la grande sorpresa. Sorprese Nostra sicuramente ma grandissima sorpresa dell’albergatore che si ritrova 13 disperati rombanti nel parcheggio CHE NON STAVA MINIMAMENTE ASPETTANDO…. Ta Taaaaaaaaaannnnnnnnnnnn!!!!!!!!!! (e qui Dario Argento ci fa una pippa).

Con il francese che “nous parlons tamme gnan fudess” (con il francese che parliamo un po’ tutti come neanche fosse mai stato parlato) riusciamo a capire che il simpatico signore non ha mai ricevuto una prenotazione da nessuno e che noi apparentemente dovremmo cercarci una stalla per passare la notte con tanto di bue ed asinello.

La solerte Agenzia ci aveva paccato…. Dopo frenetiche e decise telefonate del Boss AlfaIntes riusciamo a capire che per un “refuso” …. Il solerte addetto dell’Agenzia aveva toppato alla grande nel segnalarci l’albergo oggetto di prenotazione… Semplice no?????

Chiappe, alluci, e quant’altro devono aspettare. Aspettare altri 40 km perché è proprio la strada che dobbiamo fare ancora per arrivare a Moustier St-Marie al locale Hotel Le Colombier. Hotel che non ha una via ma è in una “località” purtroppo non riportata nell’elenco di quanto programmabile dal mio navigatore.

Pensando al fatto che Moustier St-Marie non dovesse essere Milano, clicco sul primo riferimento datomi in opzione pensando fosse come normale una via o il centro paese. ERRATOOOOOOOO!!!!!!!!! :-) :-) :-)

Riprendiamo il cammino, io sto bestemmiando all’interno del mio casco, ma credo di intuire che altri 12 caschi dietro me stiamo vivendo questa situazione di turpiloquio, ma tant’è… a Moustier ce dobbiamo da arrivà.

Ci avviamo quindi verso il lago di Sainte Croix, la cui vista, basta per liberarmi la mente dai pensieri cattivi e mi apre il cuore. Lo costeggiamo per un tratto, è tardi, ma non possiamo non fermarci e rubare qualche immagine con i nostri telefonini. Siamo in vista della sera, abbiamo fretta di arrivare e prendere possesso delle nostre camere e ripartiamo. Il fidato navigatore mi tranquillizza ed i cartelli stradali pure, siamo nella giusta direzione ovverosia verso la punta nord, anche se lasciamo il lago e ci spostiamo verso l’interno. Posti fantastici, traffico zero, solo noi, la natura, un paesaggio da favola “disturbato” dai nostri motori.

Qualcosa non va, siamo in mezzo al nulla, tra piantagioni di lavanda senza vedere centro abitato alcuno all'orizzonte, ma il mio contatore segnala che siamo quasi arrivati. Meno tre km, meno due, meno uno….. ZERO…. Incrocio verso un casolare che non ha nulla dell’albergo, ma soprattutto nulla di un borgo montano. La direzione è quella, non possiamo non fare a meno di procedere per la strada, goderci il paesaggio ed il sole che implacabilmente si abbassa all’orizzonte.

Mousteri St. Marie 10 km, ormai ci siamo, mi fischiano un po’ le orecchie :-) i miei compagni di viaggio mi stanno pensando, quando finalmente vediamo il grazioso borgo accoccolato in costa alla montagna. SIAMO ARRIVATI. Siamo arrivati al VERO Hotel Le Colombier. Una bella costruzione, appoggiata in orizzontale alla montagna. Appena al di fuori dal paese, verso le gole del Verdon. Pace, quiete, un ampio parcheggio nonché garage per le nostre bambine, un campo da tennis, cartelli indicanti piscina e Jacuzzi. Cosa voler di più.

UNA DOCCIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!! E una branda :)

Prendiamo possesso delle nostre camere con la padrona della “melonaia” (dell’Hotel) che ci ricorda che abbiamo solo 40 minuti per far si che il ristorante prenotato non chiuda i battenti e ci lasci nella più classica delle “diete (poco) mediterranee” o meglio a becco asciutto.

Poco importa, riassetto veloce da motociclisti veri e che hanno “da puzzà” essendo omini veri :-) e siamo già pronti per la passeggiata verso una specie di birreria. Siamo arrivati in tempo, ci concedono la cena degli onesti. Siam li tutti a tavola, con gli occhietti un po’ spenti e le spalle ricurve dalla fatica giornaliera, ma pronti a rimettersi in sella se il caso all’istante. Tra una Lyonneise, un filetto, pizze a spicchi improbabili ma onestamente gustose e commestibili :-) e caraffe di birra, comincia la caciara.

Cena spartana, come spartane e rumorose le pazzate che condivano e animavano la conclusione della serata. Lavoro bandito, 31 – 01 – 02 Giugno tutti motociclisti o meglio…. MOTOCICLARI.

La Cena è Finita, si “Ritorna in Pace” verso il Colombier, passo ciondolante, lento e cadenzato, con ancora un sensazione di sella sotto il “cavallo” che ci ricorda dei km trascorsi dalla mattina alle 09.00 ma FELICI… CONTENTI… e pronti dopo la “nanna dei giusti” a vivere una grande avventura di li a poche ore.

Ultima sigaretta ultima barzelletta a mezza voce nel cortile dell’Hotel, si digita il codice per l’accesso della “sliding door” si ritira la chiave e ci dirige verso le proprie camere.

Bonne nuit, mes amis Motociclaire :-) :-) :-)
























                                               







 

giovedì 6 giugno 2013

Verdon 2013 - Work in Progress :-)))))))


Dopo un anno di silenzio, è ripreso il viaggio del Motociclaro dilettante. Stessa data, Stessa Compagnia, Nuova moto e tanti tanti tanti km di strade fantastiche.
Un po' di pazienza e saremo online con il racconto della indimenticabile avventura.
Stay Tuned

sabato 9 giugno 2012

Tour delle Dolomiti 2012 – Terza Tappa



Notte perfetta, sonno profondo, anche troppo, visto che il mio “vicino di branda” ogni tanto “chiamava il gattino”nella speranza di non sentirmi russare (proprio lui ehhh J) e risveglio un po’ malinconico. Già, sta per iniziare l’ultimo atto di questo fantastico Tour delle Dolomiti 2012 ed un po’ il magone appare. Ancora pochi kmetri un paio di passi e poi transitando dalla val Gardena ci si appropinqua all’autostrada che ci vedrà tornare al nostro tran tran quotidiano. Occhiata all’esterno ed all’applicazione del telefonino per controllare il meteo e poi via pronto per le “abluzioni”mattutine e la preparazione delle borse della moto. Sono l’ultimo a scendere, e mi avvento sul buffet abbondantemente imbandito. Nell’atrio la pimpante “crucchina”pigia sui tasti di un recalcitrante computer che non ne vuole sapere di sputare le nostre ricevute. Con ampio sorriso, omaggia ad ognuno un barattolo di confetture di varia foggia prodotte dai cuochi del ristorante e ci consegna le chiavi del garage ove hanno passato la notte le nostre “ragazzacce”. La vita in S.Candido comincia svolgere lenta e silenziosa. Silenzio che ci preoccupiamo prontamente a rompere parcheggiando i nostri rumorosi mezzi proprio al centro della piazza. Un cenno d’intesa e Capitan Umberto con la sua Rossa Ducati muove la brigata in direzione Dobbiaco. Il clima non è dei migliori, le nuvole scure che ieri mattina si erano andate via via sciogliendo in una stupenda e limpida giornata, pare proprio che ci stiano preparando il più classico degli scherzetti. Il serpentone lentamente sfiora Dobbiaco la prima sosta turistica è prevista al Lago di Braies. Ecco l’incrocio, si abbandona la statale e ci si immette in un lento saliscendi che si insinua tra le montagne. Laggiù in fondo un “posto di blocco” (tipo quello trovato alle 3 Cime di Lavaredo) a scanso di equivoci ci informiamo ben bene. Tutto ok il piazzale li avanti è proprietà privata, e ci concedono l’ingresso per una breve sosta. Dietro all’albergo scorgiamo il bacino, una palafitta in legno al suo interno, e montagne tutto intorno che lo cingono e proteggono. Peccato non ci sia il sole chissà che colori, giochi di luci ed ombre avremmo potuto ammirare, ma è fantastico anche così. Tranquillo, quasi un po’ melanconico malgrado l’orda di turisti sbarcati con i pulmann. Qualche ben informato ci sottolinea l’utilizzo della palafitta per qualche spezzone di puntata di Beautifull girato in Italia, e ce ne sentiamo effettivamente molto “orgoglioni”. Brooke e ed il mascellone di Ridge si sono “pomiciati” a quel balconcino? E che cacchio…. J. Il Dott. Antonio, siciliano doc rimpolpa il suo reportage di viaggio, ma un po’ tutti rubiamo a piene mani immagini immagazzinate nei nostri telefonini. Sora Miriam immortala i motociclari per la più classica delle foto da archivio e, prima di essere imbottigliati dalla marmaglia vacanziera ritorniamo ai nostri mezzi e riprendiamo il cammino. La Val Gardena ci attende, ma una volta passati Brunico e S.Martino in Badia, a la Villa scorgiamo a bordo strada un cartello che ci mette in allarme. PASSO GARDENA CHIUSO. Panico nella ciurma, ci attendevano Il Gardena, il Sella e lo struscio in quel di Canazei. Tutto annullato. Scorgiamo un gruppo di “vespisti” provenienti dalla Sicilia per il loro Tour Alpino che stanno tornando dal luogo del misfatto che ci confermano la frana costringendoci ad un breefing urgente per valutare le contromosse. Non ci resta che anticipare il Passo Costalunga e ributtarci sul Pordoi al senso contrario della giornata di ieri. Un po’ di delusione, ma in fin dei conti, c’era andata fin troppo bene con clima e viabilità, accettiamo l’accaduto e ci rimettiamo in marcia. La giornata domenicale rende la viabilità abbastanza complessa, le strade non sono più così libere, ed agli autisti, ai camionisti ed ai motociclisti dobbiamo anche registrare la presenza di un nutrito numero di “pazzi” ciclisti ansimanti ed ad un passo dall’infarto arrancanti tra un tornate e l’altro. Tutto esaurito sul Pordoi, decidiamo di proseguire senza fermarci più di tanto, rimandiamo la sosta pranzo in località meno affollate. Ci manca un obbiettivo al completamento del programma ufficiale, il Lago di Carezza. Danzando ritmicamente sulla striscia d’asfalto che fende e si insinua tra le rocce arriviamo ad uno slargo dal quale scorgiamo l’acqua TURCHESE del lago di Carezza. Facciamo finta di non vedere la zona ufficiale per i parcheggi, ed accomodiamo le nostre “ragazze” a bordo strada, nello spazio dedicato alla fermata del pulman. Sosta prevista breve, non facciamo del male a nessuno. Scendiamo sulla terrazza, dalla quale, con l’aiuto del sole che fora i nuvoloni che sin qui ci avevano fatto compagnia, scorgiamo un altro miracolo della natura. I raggi del sole rendono ancora più carico il colore turchese dell’acqua e la sua limpidezza ci permette di scandagliare in modo particolareggiato il fondale. Anche qui foto ricordo come se piovesse, ed anche qui, con lo sguardo perso nel panorama ti sale il magone. Ritorniamo alla realtà, e cominciamo a fare due calcoli. Lo stomaco “gorgoglia”, la voglia di imbarcarsi in altri percorsi alternativi ci sarebbe pure, il tempo anche, ma dobbiamo pensare al rientro. Il boss Alfa Intes ha un aereo da prendere, Catania lo attende e domani si è ancora in giro per l’italia. Prendo il comando della pattuglia ed impostiamo i navigatori verso l’autostrada del Brennero e durante la strada, ……. SOSTA “MANGIO” OBBLIGATORIA J. La mia “roscia”quindi prende il testimone da quella di Umberto, mi metto a velocità di crociera ed aguzzo l’occhietto (non ci vedo na mazza da vicino ma da lontano non mi batte nessuno) in cerca di baracchini dall’aria invitante. Ecco… questa me la potevo anche risparmiare…. Ad un certo punto e con il passare dei Km mi sarei anche accontentato di un baracchino … un bar… un ristorante… una pizzeria…un chiosco anche non ivitante, TUTTO CHIUSO…. Ma cacchioooooooooooo!!!!!!! È domenica sono le 13.00 ma qui non mangia nessuno? Come un novello CristofoLo (la L finale l’ho messa apposta non è un errore J) Colombo avvisto un locale….. SALAMELLLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!! Ho gridato da sotto il casco opsss ma era TERRRRRAAAAAAAAAAAAAAA!!!!! Ed inchiodo la compagnia ai tavolacci di legno a bordo strada. Ultimo atto ufficiale sulle Dolomiti, tra qualche km ci attende la Brennero, che metterà il sigillo ARCHIVIO su questo fantastico weekend. Ci mangiamo km ed arriviamo in un volo ad Affi, due compagni ci salutano e prendono la strada di casa in solitaria, ultima abbeverata ai cavalli d’acciaio a Brescia ci divideremo ulteriormente. I milanesi proseguiranno ed io, Paolo, Oscar, Giuseppe devieremo per la A21 in direzione Cremona. E’ proprio finito, arrivo al cancello di casa seguito da Oscar (che mi lascerà la sua moto in garage prima di essere traferita in Sicilia) in attesa che Paolo lo venga a ritirare per portarlo a Linate. Grande emozione nel cuore, grande emozione per tutti. E’ finita una battaglia, è finito il 1° Tour dell’Ophtalmologysts Motorrad Team Alfa Intes, ma non è finito questo gruppo. UMBERTO, MIRIAM, FABIO, PAOLO, OSCAR, GIUSEPPE ANTONIO, ROBERTO, CRISTIAMO, RICCARDO si sono dati un altro appuntamento. Si ritroveranno in Ottobre, li attende il PIEMONTE e LE LANGHE. L’organizzazione è già partita. Grazie ragazzi, siete stati fantastici, è stato bello vivere con voi un’esperienza appagante, non vedo l’ora che venga Ottobre….. IO … DESMOP@NZ… nelle Langhe C’E’.. J